Alluminio

PVC

E’ la risposta alle esigenze di un infisso solido, resistente, dalle forme eleganti e raffinate. Rappresenta il connubio ideale tra l’espressione massima dell’estetica e il top di gamma per caratteristiche tecniche e di prestazioni funzionali. Quasi un secolo separa la sintesi del cloruro di vinile, avvenuta in laboratorio per opera del francese V.H. Regnault nel 1835, dalla produzione dei primi oggetti in PVC. La polimerizzazione del cloruro di vinile era già praticata in laboratorio fin dagli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale, ma la vera produzione di oggetti in PVC iniziò in America nel 1927, per proseguire poi su scala industriale solo a partire del 1939. Oggi a soli 70 anni dalla sua pubblica apparizione sul mercato il PVC è uno dei materiali plastici più diffusi nel mondo. Il cloruro di vinile monomero, detto sinteticamente CVM, polimerizza facilmente formando il PVC. Per polimerizzazione si intende quel processo chimico attraverso il quale si ottiene una sostanza formata da due o più molecole, dette monomeri, dello stesso composto. Il termine polimero (dal greco poli=molto e mera=parte) significa sostanza composta di molte unità fondamentali che si ripetono un gran numero di volte nella struttura, come un muro composto di tanti mattoni uguali. Perché avvenga la si procede nel seguente modo: vengono introdotti in autoclave i CVM, acqua e additivi particolari , come “catalizzatori” o acceleratori di reazione, emulsionanti, disperdenti ecc.; sotto l’azione combinata del calore e dell’agitazione meccanica, si opera la polimerizzazione. Gran parte delle molecole di CVM si aggregano formando le macromolecole a catena del PVC, che essiccato e depurato si presenta come una polvere bianca. Le materie prime da cui deriva il PVC sono il petrolio ed il cloruro di sodio, più conosciuto col nome di salgemma o semplicemente sale. Poiché il sale è presente in natura in grandi quantità e non costituisce una fonte energetica si può affermare che la produzione di PVC impoverisce le risorse naturali del pianeta in modo proporzionalmente meno rilevante rispetto agli altri polimeri di massa, che invece derivano interamente dal petrolio. Dal sale si ottengono per elettrolisi cloro e sodio, in proporzioni fisse. Il cloro ottenuto per elettrolisi va a sostituire parte dell’idrogeno contenuto nell’etilene, un idrocarburo insaturo presente nei gas di cracking di prodotti petroliferi, generando così il cloruro di vinile monomero, dalla formula empirica (CH2 = CHCl), e acido cloridrico (H-Cl). Gli oggetti realizzati con polivinilcloruro sono lisci, brillanti, impermeabili agli oli, al grasso ed agli aromi, possono essere trasparenti oppure opachi, sono autoestinguenti e non propagano la fiamma, sono di solito rigidi e resistono bene all’abrasione. Tali caratteristiche positive derivano unicamente dalla presenza nel PVC del cloro, che allo stato libero è un gas tossico, ma che viene fissato nel cloruro di polivinile in modo stabile ed inerte, quindi non pericoloso.

Sistemi e Componenti

La realizzazione di un serramento, sia esso finestra, porta o persiana, prevede l’uso combinato di diversi tipi di profilo, con differenti componenti (guarnizioni, ferramenta, rinforzi ecc..). L’impiego congiunto dei profili e dei diversi componenti, permette quindi la realizzazione delle diverse tipologie sia dal punto di vista estetico sia funzionale. L’insieme dei profili, principali e secondari impiegati nella realizzazione di una specifica tipologia di serramento viene definito sistema.

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